Di tartarughe e pizza bianca.

Ho pensato ripetutamente a come mettere la prima marcia: città lontane, città completamente diverse tra loro, città che mi hanno fatto sentire a casa più di quanto non mi senta nella mia (di città). Si perché io con questa città ho sempre avuto un rapporto molto conflittuale: odi et amo direbbero i suoi fondatori! Eppure torno sempre qua e forse qualcosa vorrà dire.

Ci sono angoli silenziosi nei quali mi sono rifugiata in torride giornate estive, in cui amici, parenti e conoscenti per loro fortuna godevano di acque cristalline. E non mi è dispiaciuto sentire miei quei vicoli, quel silenzio e quelle ombre e quei raggi di sole fortissimi. E gustare quella pizza, bianca o rossa senza attendere lunghe file, senza aver paura che finisca, senza dover attendere la nuova infornata.DSC_0119Il ghetto ebraico è uno di quei posti che mi mettono una tranquillità infinita anche solo voltando l’angolo di via Arenula a pochi metri dal Lungotevere de’ Cenci. Qui su Via del Portico d’Ottavia, una delle prime volte che mi sono avventurata in questa viuzza che passa inosservata ,son rimasta a bocca aperta per il silenzio, per l’assenza di rumori: niente motori, niente claxon, niente urla.  E vi posso posso assicurare che in qualsiasi periodo dell’anno, la pace di questo piccolo rione, è sempre la stessa.

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Mi hanno sempre insegnato a fare poche cose ed a farle bene. È impossibile descrivere le mille storie che ci sono dietro a questo angolo silenzioso nel cuore di Roma in poche righe. Quindi non sarà un post isolato che mi permetterà di raccontarvi l’unico luogo (forse), a pochi passi da Campo de’ fiori ed essere quasi sconosciuto o ignorato dai più. Si perché qui potrete trovare quella che è, per me, la piu buona pizza romana. Verso la fine di Via del portico d’Ottavia, si apre una traversa, Largo Costaguti e lì i due ingressi dell’antico forno Urbani dominano la scena: un piccolo panificio che insieme ai tipici dolci kosher, sforna continuamente lunghe teglie di pizza.

DSC_0085Rigorosamente bianca o rossa, morbisissima, ma sempre fragrante, tanto che spesso la fila da fare non è indifferente. Io vi consiglio di gustarla davanti ad una delle piu meravigliose fontane della città, che spicca in una piazzetta alla quale si arriva praticamente solo da piccoli vicoli pedonali. Piazza Mattei, se la raggiungete da Via della Reginella,

DSC_0122vi appare quasi all’improvviso, aprendosi in tutta la sua semplice bellezza. La fontana delle tartarughe nulla ha delle grandi fontane monumentali romane, ma trasmette tutta la tranquillità del quartiere che la ospita. Sta lì dal 1588 su progetto del Della Porta, anche se le tartarughe furono “aggiunte” solo nel restauro del 1658.

DSC_0154In uno dei lati della piazza campeggia lo storico (e quasi omonimo) “Bartaruga”, un locale nel quale non era difficile trovare qualcuno intento a suonare il piano. Al momento non ho capito se sia ancora in attività, ogni volta che ci passo davanti lo trovo chiuso (ovviamente se ne sapete qualcosa ditemi pure nei commenti!).

Come dicevo, adoro perdermi nelle piccole vie del Ghetto e so bene di non averne scritto in maniera esaustiva, anzi… vedrete che non mancherà occasione di farvi scoprire angoli nascosti ed antiche leggende…DSC_0113a presto,

M

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